Oggi rievocheremo i Fashion 2025 Best Moment
RAFFAELLA MANETTA 28 Gennaio 2026
Dai debutti più attesi alle sfilate che hanno segnato la fine di un’era, dalla Milano Fashion Week di Miranda Priestly all’ultima collezione di Giorgio Armani: le meraviglie continuano a sorprenderci.
Possiamo considerarlo un riepilogo, un carosello o un “Wrapped”: ecco i momenti indimenticabili della moda italiana nel 2025, quelli che ci hanno profondamente colpito e che porteremo sempre nel cuore. Dalla prima volta di Bianca Balti e sua figlia Matilde Lucidi insieme su una copertina di Vogue, all’anteprima di Julia Roberts, fino alla Milano Fashion Week di Miranda Priestly e l’ultima collezione di Giorgio Armani: scopriamo insieme cosa ha definito la moda italiana nel 2025.
L’anteprima Versace di Julia Roberts e Amanda Seyfried al Festival di Venezia
Era fine agosto e sembrava fosse trascorso molto tempo dalla nomina di Dario Vitale come direttore creativo di Versace. Il suo debutto si è realizzato con una giacca blu, camicia a righe e jeans indossati da Julia Roberts al Festival del Cinema di Venezia. Questo look ha guadagnato popolarità, soprattutto quando è stato indossato anche da Amanda Seyfried per un photocall.
Il Diavolo veste Prada 2 è stato probabilmente il tema più amato, atteso e discusso dell’anno. Durante la Milano Fashion Week, nessuna celeb ha catturato l’attenzione come Meryl Streep, tornata nei panni dell’inflessibile Miranda Priestly. Mentre in passerella sfilavano i capi della nuova collezione, il front row dello show di Dolce & Gabbana SS26 si è trasformato in un “set nel set”, offrendo agli ospiti un’esperienza di moda e cinema che difficilmente dimenticheranno.
I Debutti della Stagione a Milano
Quattro sono stati i debutti dell’ultima stagione a Milano: Demna da Gucci, Louise Trotter da Bottega Veneta, Simone Bellotti da Jil Sander e Dario Vitale da Versace. Se per quest’ultimo non avremo modo di vedere il “dopo” – dato che è stato recentemente annunciato il termine del breve percorso condiviso – gli altri hanno scritto l’inizio di capitoli che, con un pizzico di fiducia, potrebbero diventare ciò che speriamo o ciò che non ci aspettiamo. Purché ci destabilizzino a sufficienza per romperne i confini e portarci altrove.
L’ultimo abito presentato, uno scudo fluido decorato di cristalli, ha nuovamente messo in evidenza l’anatomia del corpo femminile, nudo. Al contempo, richiamava i codici vestimentari del gladiatore, emblema indiscusso di forza nella storia della Roma antica.
Maria Grazia Chiuri ha concluso il suo percorso con Dior con la sfilata Cruise 2026, tenutasi a Villa Albani Torlonia, a Roma. Non è stata solo una sintesi autobiografica di un momento, ma una narrazione eterea di un angolo di mondo in cui cinema, teatro, moda e arte si intrecciano senza sovrapporsi.
Nessun momento, forse, ha segnato il 2025 come la perdita di Giorgio Armani. E nessun momento è stato toccante come la sfilata primavera estate 2026, con l’ultima collezione disegnata dal Re, che ha reso tangibili le connessioni emotive tra passato, presente e futuro.
Sulle note di Ludovico Einaudi, alla Pinacoteca di Brera, è andato in scena il riassunto di oltre cinquant’anni di moda che si è rivelato essere un arrivederci, non programmato, a tutti noi.
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